lunedì 15 dicembre 2008

RINGRAZIO QUESTE NOTE, SENZA NON CE L'AVREI FATTA

Questo è il paese dove sono nato.
Ora, se fossi Guccini, m'inventerei qualcosa di maestosamente poetico per raccontarlo. 
Ma dei cantautori non ho certo l'efficacia della sintesi armonica.

La prima parola che mi viene in mente per descriverlo è compromesso.
Non necessariamente in senso negativo. Anzi, credo sia qualcosa che abbia a che fare più con l'equilibrio che con la rassegnazione.
Compromesso tra mari e monti. Tra turismo e lampare. Tra Cristiani e Saraceni.
Poi ci sono scogliere a precipizio sull'acqua e pietraie per spiaggia.
Come se ogni volta il mare fosse una conquista.
Bogliasco è accovacciata ad un passo dalla stazione di Sant'Ilario, lungo la creuza de ma' che avvicina a Genova e ai miti dell'età adulta.

Per anni le mie estati in Liguria sono state disordinate e assolute.
Divise e accese tra improbabili amori (estremi silenziosi non corrisposti) e incondizionate amicizie (quasi criogeniche: che ogni settembre riuscivano a interrompersi per ricominciare l'anno successivo, come se davvero nulla, nel frattempo, fosse cambiato).
Alcuni rituali adolescenziali, fra cui l'immancabile bagno di mezzanotte (quando era il freddo sulle spalle a definire il confine tra la notte e il mare), erano indiscutibilmente la nostra Tijuana, dove nulla di quello che sarebbe successo poteva essere raccontato.
I pomeriggi li sparpagliavamo nell'unica piazza del paese, a inventare e subire giochi, a scambiarci fumetti, a progettare fughe in barca.

L'inverno, invece, spegneva le luci: il rumore del mare diventava assordante, il volo dei gabbiani inquietante.
Un senso di malessere diffuso sopra i carrugi, noia e malinconia, l'un l'altro sovrapposte.
Odore di pesce e asfalto bagnato.
E le infermiere di Hemingway, scritte e cantate, l'un l'altro sovrapposte.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

a volte leggo qualcosa e mi dico: ne sentivo la mancanza senza neanche rendermene conto. Anche se qualcosa resta sempre intraducibile, ed e' solo di chi scrive (profondamente suo)...colma qualche spazio profondo, anche solo una sensazione indefinita di mancanza che riempie certe mattine.

Un caro saluto Andrea,
rossana

Andrea ha detto...

@ Rossana
È vero.
Ci sono suoni , parole e immagini che ci emozionano senza che realmente ne cogliamo i significati.
Talvolta, dunque, la scelta ermetica, si rivela sorprendentemente più universale rispetto a quella dell'obiettività interpretativa.

Marsnotheplanet ha detto...

Ah, io c'ero! ;)

Stammi bene. Il blog è quello di una persona VERA :)

A presto,
Matteo M.

Andrea ha detto...

@ Marsnotheplanet
Già. C'eri.
E, senza transatlantici che affondano, "it has been a privilege playing with you".

Grazie per essere passato: un'inaspettata, quanto gradita sorpresa.

Alla prossima.