martedì 8 marzo 2011

CAMBIO IDEA

Si potrebbe anche parlare un po' più di me, a dire il vero.
Magari cercando di fare a meno di sottotesti e sotterfugi, che hanno sempre più spesso a che fare con la paura piuttosto che con la poesia.
O forse con quel minimo di riservatezza che mi costringe all'ermetismo per essere, paradossalmente, universale.

Forse anche perché non c'è mai molto da aggiungere, è sempre la solita altalena che funzionerebbe bene anche in un film di Spielberg, senza alieni nel cestino della bicicletta, ma l'identica intenzione del volo sospesa tra luna e catene.

La primavera porta voglia di salsedine e lampare, di aria limpida e leggera, di voci d'altra età. Radici.
E l'ansia creativa, e l'inadeguatezza dei se, e la voglia di mentire, di spacciare per mia la felicità di una valigia caduta da un aereo di linea:

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