venerdì 22 aprile 2011

LENTA RISACCA


Dimartino ha scritto, suonato e cantato un disco splendido, che parla della disfatta di un'intera generazione, la mia, rispetto a quella immediatamente precedente.
Surreale, disilluso, malinconico e arrabbiato: in punta di piedi sulle labbra di Gaetano, Tenco, Graziani e De Gregori.

Ciarrapico, Torre e Vendruscolo, dando vita al personaggio di René Ferretti, hanno creato la più bella maschera tragica della mitologia moderna, dove per tragedia s'intende la mancanza di alternative: l'incapacità di affrancarsi dalla propria mediocrità.
Che poi Boris - Il film faccia anche, e soprattutto, ridere è soltanto un valore aggiunto.

Morozzi continua a inchiodarmi alla pagina nonostante, altrove, la formula del racconto breve sia troppo spesso una facile scorciatoia.
Spargere il sale diverte e angoscia con la stessa facilità con cui si legge.

Io, invece, nonostante gli sforzi tuttosommato sinceri, non riesco ad alternare, con altrettanta agile insolenza, registri emotivi così antitetici.
E questo potrebbe essere un problema.

0 commenti: