venerdì 10 giugno 2011

POI MI DISTRUGGO DA ME



Il 2 giugno è uscito il secondo album dei Sindrome Moebius che è in realtà il primo EP dei Julius.
Ne parlo per ovvie ragioni: il primo brano è anche l'ultimo che ho suonato con la band nell'ormai lontano duemilaequalcosa, ho curato il montaggio del videoclip, sono amico di Lorenzo da una quindicina d'anni e per circa la metà di questo tempo abbiamo condiviso note e sudore.
Ma ne parlo anche perché il disco mi piace, senza alcuna pretesa di credibilità, viste le premesse.
E, fortunatamente per i Julius, mi piace molto più del precedente: simile nei suoni ma più omogeneo, essenziale e diretto nell'esecuzione quanto negli arrangiamenti.
Dalla cenere è forse la traccia migliore per liriche e tiro: qualche sottile rimando all'Odio dei JNTP e tanta rabbia, in battere e levare, amplificata da ritornelli di chitarre potenti e cattive.
Verità in pillole, il singolo, veste al meglio l'uniforme di rappresentanza delle atmosfere di un album che alterna potenza e dolcezza.
E infatti c'è anche spazio per la ballata accendini e rimmel nero e se fossero i Despero, Senza peccato sarebbe Crepuscolo, d'altra parte la voce di Lorenzo funziona meglio sulle note lievi e di questo, temo suo malgrado, debba farsene una ragione.

Catalogare nell'indie rock l'intero lavoro è una facile scorciatoia per delinearne un'essenza che poggia le fondamenta su un genere che, salvo eccezioni rare e consolidate nel tempo, non si ascolta più come dieci anni fa.
Perché nella musica, più che negli altri media, la domanda controlla l'offerta.
La cosa, intendiamoci, è tutt'altro che un male.
Ma non fa altro che infierire sul tempo trascorso.

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