Meno scrivo e più cose succedono. Non so quale dei due mali sia il minore.
C'è pure il fatto che non so neppure bene da dove cominciare.
Dopo il Signor Bonelli se ne è andato pure di Steve Jobs, che meno ha contribuito alla mia formazione, che ha creato una setta intorno a un marchio, che ha il suo bel bagaglio di luci, ombre ed incoerenze le quali tutti sembrano dimenticare, ma sui cui strumenti ho lavorato, giocato, comunicato, creato e ragionato per anni.
Nevermind ha compiuto vent'anni e ci sono dieci motivi più uno nascosto per ricordarlo come il disco più importante della mia vita di adolescente sfigato.
E, a tal proposito, oggi come oggi, i nerd, quelli con gli occhiali da finti nerd, sembrano essere uno strano paradosso dell'autodeterminazione... ma vanno di moda e per una volta mi sento anche io (faticosamente) cool.
Quest'estate, invece, ho scoperto che le fan di Vasco Brondi sono tutte bellissime, anche quando cantano a squarciagola: "siamo l'esercito del SerF! siamo l'esercito del SerF!" con involontaria contraddizione d'intenti; ma in fondo la bellezza è una scorciatoia che deresponsabilizza il cervello. D'altra parte, il secondo disco delle Luci Della Centrale Elettrica rispetto a Canzoni da spiaggia deturpata non è altrettanto denso di inni generazionali sparpagliati.
Gipi, con L'ultimo terrestre, ha scritto e diretto uno splendido film che racconta la solitudine della periferia di un'Italia che non ci appartiene, usando gli alieni per raccontare l'alienazione che porta solitudine che porta al ri(s)catto interiore per sopravvivere a se stessi.
Sabato, Roma è impazzita. Come Genova dieci anni fa, come è ovvio constatare.
Ma ci sono profonde differenze storico ideologiche a contraddire l'accostamento.
Ci vorrebbe qualche riga di troppo per spiegare cosa non mi convince del tutto nei movimenti degli Indignados, ma basta citare i fine strofa della Canzone Del Maggio, per capire la mia posizione.

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